© 2020 Dott.ssa Giulia De Benedetto 

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FAQ

Qual è la differenza tra psicologo, psicoterapeuta, psichiatra e counselor?

Lo psicologo è un professionista laureato in Psicologia, abilitato alla professione in seguito al superamento dell’Esame di Stato e all’iscrizione all’Albo.  Si occupa principalmente di attività di prevenzione e di promozione del benessere psicologico, di valutazioni diagnostiche mediante test e di percorsi di consulenza e di sostegno in situazioni di crisi. Non può prescrivere farmaci.

Lo psicoterapeuta è uno psicologo o, più raramente, un medico, con una specializzazione post - laurea in Psicoterapia. Oltre a tutte le attività di competenza dello psicologo, si occupa anche di diagnosi e trattamento dei disturbi mentali, attraverso percorsi di terapia finalizzati ad un cambiamento profondo della persona. Se non è medico, non può prescrivere farmaci.

Lo psichiatra è un professionista laureato in Medicina e Chirurgia, con una specializzazione in Psichiatria. Si occupa principalmente di diagnosi dei disturbi mentali e può prescrivere farmaci.

Il counselor ha frequentato un corso triennale in ambito psicologico. Si occupa soprattutto di attività finalizzate a potenziare le risorse già presenti nella persona. Non può prescrivere farmaci. 

Quando andare da uno psicoterapeuta?

C’è un pregiudizio ancora oggi piuttosto radicato per il quale è necessario essere “matti” per andare dallo psicoterapeuta. Questo non è assolutamente vero! 

Come puoi leggere nella lista qui sotto, gli ambiti di intervento di un terapeuta sono numerosi e solo una parte riguarda la patologia mentale. 

Se ti ritrovi in una o più di queste situazioni, prova a prendere in considerazione l’idea di rivolgerti ad uno psicoterapeuta.

  • Il supporto delle persone a te vicine non è sufficiente per superare la situazione problematica.

  • Un momento critico sta scuotendo la tua serenità e ti sembra di non riuscire più a vivere come prima (ad es. una relazione affettiva “in bilico”, una separazione o un divorzio, una malattia, un lutto).

  • Un cambiamento importante della tua vita sta generando in te rabbia, tristezza, sensi di colpa, vergogna o sintomi fisici inusuali (ad es. una gravidanza, un trasloco, un cambiamento lavorativo, una notizia inaspettata).

  • Una sensazione di solitudine ed impotenza ti sta impendendo di relazionarti con gli altri.

  • Ti sei accorto che l’ansia ti impedisce di raggiungere i tuoi obiettivi (ad es. sostenere gli esami all’Università, andare ad un colloquio di lavoro ecc.).

  • Senti di avere l’umore a terra, al punto da far fatica a fare qualsiasi cosa.

  • Non riesci più a relazionarti con tuo/a figlio/a e non sai come fare per farti ascoltare.​​

 

 

Come funziona il primo appuntamento con lo psicoterapeuta?

Il primo appuntamento è un incontro tra due persone.

Durante questa prima ora di conoscenza reciproca vi è innanzitutto uno scambio verbale di informazioni: la persona può iniziare a parlare di sé, decidendo liberamente i contenuti, mentre il terapeuta, una volta compreso se il problema presentato è di sua competenza, fornisce alcune indicazioni sulle modalità con cui si svolge un percorso terapeutico, rendendosi disponibile a rispondere ad eventuali richieste e curiosità.

La comunicazione, tuttavia, avviene anche attraverso la postura, i gesti, il tono di voce, i silenzi: questo aspetto non verbale è molto importante, perché influisce sul clima che si viene a creare tra la persona ed il terapeuta e sulla percezione di fiducia reciproca.

Un clima di non giudizio, di accettazione, accoglienza e rispetto è alla base della costruzione di una sana relazione terapeutica.

Quanto dura una psicoterapia?

Spesso le persone che incontro in studio mi pongono questa domanda. 

La mia risposta è che non è possibile definirlo a priori, perché le variabili che determinano la durata di una terapia sono molte.  

Eccone alcune: le caratteristiche soggettive della persona, il tipo di disturbo e la sua gravità, gli obiettivi desiderati, l’atteggiamento dell’ambiente familiare nei confronti della terapia, gli eventi di vita che possono accadere durante il percorso, la disponibilità economica e di tempo.

Se, dunque, non è possibile stabilire quante sedute sono necessarie per ottenere gli obiettivi prefissati, è invece sempre possibile e a volte necessario fermarsi durante il percorso per osservare i risultati raggiunti fino a quel momento e quelli per i quali c’è ancora strada da percorrere, proprio come in un viaggio in cui la destinazione è chiara, ma il tragitto si costruisce passo dopo passo.