© 2020 Dott.ssa Giulia De Benedetto 

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Analisi Transazionale

Uno dei motivi per cui ho scelto di specializzarmi in Analisi Transazionale (AT) è il fatto che si tratta di un approccio molto flessibile: può essere usato cioè in ambiti diversi, tra cui la consulenza psicologica e i percorsi di psicoterapia.

Che differenza c’è tra consulenza psicologica e psicoterapia?

Durante una consulenza lo psicoterapeuta, dopo aver attentamente ascoltato il problema presentato, fornisce alla persona una serie di informazioni e indicazioni utili affinché possa comprendere ed affrontare meglio la situazione che sta vivendo. 

Tale situazione in genere è piuttosto circoscritta e ben delineata: anche per questo il numero di incontri di una consulenza è minore rispetto a quello di una psicoterapia.

Gli ambiti in cui la consulenza psicologica con l’approccio AT è particolarmente efficace sono:

  • Difficoltà di comunicazione tra partner

  • Difficoltà di comunicazione tra genitori e figli

  • Problemi specifici legati alle diverse fasi dello sviluppo 

 

Rispetto alla consulenza, la psicoterapia ha obiettivi differenti, ovvero la conoscenza di sé ed il cambiamento di quegli aspetti che non consentono di vivere la vita che si desidera. Pertanto anche gli interventi del terapeuta saranno diversi. Vediamo insieme alcuni aspetti specifici.

Qual è l’obiettivo di una psicoterapia con l’approccio AT? 

In tutti i percorsi di psicoterapia, il mio obiettivo è far sì che la persona raggiunga l’autonomia. Per Berne, il fondatore dell’AT, una persona è autonoma quando: - ha acquisito la capacità di entrare in contatto profondo con se stessa e con la realtà che la circonda (consapevolezza); - si dà il permesso di pensare, sentire e agire in base ai propri bisogni e desideri assumendosene la responsabilità (spontaneità); - riesce a condividere liberamente emozioni, pensieri e comportamenti con un’altra persona (intimità).

Cosa significa fare un percorso di terapia con l’approccio AT?

Berne ha ideato un modello secondo il quale la personalità di ciascuno può essere suddivisa in tre parti,  Genitore – Adulto – Bambino (GAB), che ha definito Stati dell’Io

Ogni Stato dell’Io è un insieme di pensieri, emozioni e comportamenti che definiscono il modo in cui ci relazioniamo con noi stessi e con gli altri.

La terapia con l’approccio AT ha come primo obiettivo quello di rendere consapevole la persona dei contenuti presenti in ciascun Stato dell’Io, per poi riuscire a differenziare quelli funzionali al benessere (ad es. “Sono una donna degna d’amore.”) e quelli che causano sofferenza (ad es. “Se mi arrabbio, nessuno mi vorrà bene.”). In questo modo si apre la strada al cambiamento: affiancata dal terapeuta, infatti, la persona potrà modificare le convinzioni limitanti su di sé, sugli altri e sul mondo e potrà ri – decidere, sulla base di nuove convinzioni, quale direzione dare alla propria vita. 

A chi si rivolge la terapia con l’approccio AT?

I percorsi di terapia che seguo sono rivolti a:

 

  • bambini dai 6 anni

  • preadolescenti e adolescenti

  • adulti (percorsi individuali e di coppia)

 

Le principali tematiche di cui mi occupo sono:

 

  • disturbi d’ansia (ad es. attacchi di panico/fobie)

  • disturbi dell’umore (ad es. depressione/disturbo bipolare)

  • disturbi di personalità (ad es. disturbo narcisistico di personalità)

  • traumi  (ed es. dovuti a lutti/violenze psicologiche e fisiche/abusi sessuali)

  • difficoltà nel gestire le emozioni (ad es. la rabbia)

  • difficoltà relazionali tra partner

  • conflitti tra genitori e figli 

 

Qualifica rilasciata da “Centro di Psicologia Dinamica”: Psicoterapeuta ad orientamento analitico transazionale integrato